lunedì 22 febbraio 2010

primo marzo a Oristano

Un nostro piccolo parere sul cimitero di San Pietro



Al piè degli olmi, sotto il tasso ombroso,
là dove l’erba ai tumuli s’addossa,
i Padri del villaggio hanno riposo
per sempre, stesi nell’angusta fossa.
Thomas Gray



Il cimitero di San Pietro, Oristano, è in continua espansione, un cimitero che spesso ha fatto parlare di sé per l’adeguamento del regolamento cimiteriale che, come sappiamo prevede pure la sepoltura delle coppie di fatto in zone limitrofe.
Ma, nonostante si sia parlato di cimiteri, sepolture urne quanto altro forse chi amministra la città si è quasi del tutto dimenticato San Pietro ha bisogno di costanti cure.

Il 25 di dicembre giorno di natale, in un campo del cimitero di Oristano, facevano mostra di sé i poveri resti di qualcuno, abbandonati, o meglio dimenticati da chi esegue i lavori, li in mezzo a fango e terra in attesa forse di una successiva sepoltura, a fianco ad una fossa aperta pronta ad ospitare nel campo qualche altro defunto.
Si nel campo, perché a San Pietro moltissime sepolture recenti sono effettuate semplicemente con la tumulazione a terra.
Un cimitero disordinato e in angoli quasi completamente abbandonato, e spesso l’erba ed il fango regna sovrana.
La differenziata ancora non è applicata.
Appoggiati alle strutture dei loculi ogni dove ci sono fiori secchi, residui di corone, di piante e vasi, ricettacolo sicuro di ulteriori germi e sporcizia sono li immobili; qualcuno fa notare che “ ci sono da prima di Natale!”
In uno dei campi nuovi tra cappelle ancora in costruzione una tomba è sovrastata da erbacce e detriti e materiale da costruzione.
E’ certo che l’estremo stato di abbandono mal si confà con le dichiarazioni arrivate da tutto il mondo politico e no oristanese quando un mese fa si parlava di urne e ceneri, si declamava l’importanza di un luogo di culto collettivo, dell’onorare comune di tutti i defunti di una comunità.
Ci chiediamo se quello che mostrano le foto non sia invece un completo stato di abbandono e non curanza.
Le parole non bastano per raccontare ed esternare il dolore per chi ha qui i suoi cari, riusciranno le immagini?


Eleonora Casula

Sel Oristano
3397916117


domenica 24 gennaio 2010

Ordine del Giorno sulla situazione della clinica SANTA MARIA BAMBINA

Trasmettiamo l'odg presentato dal consigliere Alessandro Vinci, Sinistra Ecologia e Libertà, sottoscritto da tutti i membri bel consiglio provinciale, in merito alla gravissima situazione creatasi al centro di cura e riabilitazione Santa Maria Bambina.

Preso atto della grave situazione deficitaria in cui versa la casa si cura, Sinistra Ecologia e Libertà rappresentata dal consigliere Vinci, venerdì scorso ha presentato l'ordine del giorno urgente riportato sotto.

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Il sottoscritto consigliere provinciale Alessandro Vinci e i firmatari del seguente ordine del giorno urgente

Premesso: che il Centro di Cura e Riabilitazione Santa Maria Bambina è un presidio extraospedaliero di eccellenza, come riconosciuto dalla stessa ASL n° 5 di Oristano con la firma di una partnership nel dicembre del 2008.

Rilevato:che lo stesso centro è tra i pochi in Italia, ed è l’unica realtà in Sardegna del settore sanitario,specializzato nella cura e nelle terapie riabilitative di pazienti comatosi, con gravi patologie di tipo neurologico e cardiologico.

Considerato:che il centro gestisce un Centro di Aggregazione Sociale Diurno per un numero di 30 utenti, oltre il resto dei servizi,quali l’accettazione-reception, il trasporto dei pazienti,la mensa, la cucina, il servizio lavanderia-guardaroba,il magazzino.

Preso atto:che il centro di cura e riabilitazione Santa Maria Bambina è una azienda che ad oggi occupa 94 dipendenti assunti a tempo indeterminato,oltre le altre figure lavorative a tempo presenti come dipendenti delle società che gestiscono alcuni servizi correlati all’attività del centro medesimo.

Considerato:che la volontà del C.d.A della fondazione Onlus Santa Maria Bambina è quella di procedere al licenziamento di 14 unità, del settore amministrativo, per provvedere alla crisi economico-finanziaria in cui lo stesso presidio si trova da alcuni anni,come segnalato già dal on. Oscar Cherchi con un interrogazione all’ allora assessore regionale alla sanità nell’ottobre del 2007.

Preso atto:che il centro è esposto come debitore nei confronti degli istituti di credito e dell’I.N.P.S. per una cifra complessiva di oltre 11.000.000 di euro. Che la perdita secca mensile del centro è intorno alle 130.000 euro, che il risparmio ottenuto con il licenziamento di 14 unità, sarebbe di circa 30.0000 euro, e inoltre verrebbe a perdere impiegati necessari al buon funzionamento del presidio.

Rilevato:che altre strutture simili in Sardegna,come il presidio della Fondazione San Giovanni Battista di Ploaghe è esposto per una situazione debitoria che supera i 15.000.000 di euro, e che per quest’ultima struttura l’attuale assessore alla sanità regionale on Antonello Liori ha provveduto a nominare un nuovo commissario straordinario per l’attuazione di un piano di risanamento, che tutto prevede tranne il licenziamento delle unità impiegate nel centro sudetto.

Chiedono:al Presidente della giunta on Pasquale Onida e al Consiglio Provinciale di Oristano, considerando l’importanza del centro di cura e della funzione sociale e professionale che in questi anni ha ottenuto, e l’importanza della tutela dei posti di lavoro in un territorio sofferente come quello della nostra provincia, di attuare tutte le iniziative politiche per il riconoscimento del ruolo strategico del Centro di Cura e Riabilitazione Santa Maria Bambina, con il fermo dei licenziamenti e l’istituzione di un tavolo provinciale con le parti sociali, i lavoratori, la fondazione medesima, l’Asl n°5 di Oristano , l’amministrazione Regionale;al fine di risolvere la drammatica crisi del centro.

L'odg verrà depositato domani e messo in discussione al più presto


venerdì 27 novembre 2009

Carta di adesione a sinistra ecologia e libertà

compagne e compagni :)
da oggi abbiamo a disposizione le carte di adesione.....stante difficoltà logistiche ( attualmente...nomadi...senza sede)
chi volesse confermare adesione reale e non solo virtuale può contattarmi
al 3397916117, al 3406065478 o tramite mail sxlibertaor@gmail.com (nella mail specificate i vostri dati anagrafici ) per avere la carta di adesioni

le sottoscrizioni come già sapete partono da 5 euro per giovani e disoccupati.....

noi speriamo di avervi tutti compagn* iscritt* a SeL

un abbraccio a tutt*

giovedì 29 ottobre 2009

ESSERE SINISTRA


Eleonora Casula 29 ottobre alle ore 20.21
car* tutt*

vi inoltro il documento con preghiera di sottoscrizione
ricordandovi di firmare il la petizione online

e per tutti voi (ke so ke volete aderire a SeL ;) ) mandatecii i vostri dati su sxlibertàor@gmail.com

in modo che posso crearmi un data base ... e appena arrivano i moduli di sottoscrizione..... vi contattiamo

un abbraccio

fate girare il doc

Eleonora




“ESSERE SINISTRA”: PER UN PARTITO GIOVANE. PER UNA NUOVA SINISTRA.

http://www.firmiamo.it/nuovasinistrainsardegna

Contributo politico al percorso costitutivo di Sinistra e Libertà.

Questo è un mondo profondamente trasformato, nel quale un fatto produce reazioni in aree anche molto lontane da quelle nelle quali si è verificato. La globalizzazione, lo sviluppo frenetico delle tecnologie, la precarietà del lavoro e delle esistenze, i processi di “individualizzazione”, determinano una società terribilmente complessa e contraddittoria, nella quale la risoluzione di un problema potrebbe causarne un altro ugualmente grave. Un esempio per tutti è l’attualissima contrapposizione fra tutela dell’ambiente e tutela dei posti di lavoro che, a fronte del rischio sempre più forte di “collasso ambientale”, gli stessi Usa di Obama stanno cercando di risolvere. Questa complessità va compresa e analizzata, vanno pensati nuovi strumenti di critica razionale alla società e meglio capiti e organizzati i nuovi bisogni e i nuovi soggetti che essa esprime.
Attraversiamo una fase di gravissima crisi economica, sociale, culturale e di vera e propria emergenza democratica: lo smantellamento dei diritti da una parte e il controllo dell’informazione dall’altra rappresentano gli strumenti attraverso i quali la destra costruisce un nuovo sistema senza più democrazia. E, paradossalmente, proprio nel pieno di una crisi di civiltà, la sinistra italiana è lontana dalla società, prima ancora che essere fuori dal parlamento.
Eppure il recente voto in Europa mostra chiaramente la crisi della socialdemocrazia e il fallimento storico dell’ipotesi di un “liberismo di sinistra”. E nel contempo, il successo della Linke (12,9%) e dei Verdi di Fischer in Germania (10%), di Cohn-Bendit in Francia (16%), del Bloco de Isquierda in Portogallo (11%), la svolta politica negli Usa e in Giappone, il nuovo governo progressista in India e le nuove democrazie latino-americane, mettono in risalto un importante bisogno di sinistra sul piano europeo e globale. Di una sinistra che non sia “apparenza”, che sia concreta e che sappia però anche sognare.
Altrettanto riteniamo che la risposta del Partito Democratico non possa essere il nostro approdo: anche perché l’idea che la sinistra possa vincere solo se insegue il centro è fallita pressoché ovunque. La sinistra invece può e deve essere ricostruita alla radice, come autonoma forza di progresso sociale e civile.
Lo scenario che abbiamo di fronte è tale per cui le esperienze passate, anche quelle “eroiche”, i vecchi linguaggi e le vecchie pratiche - il “già visto” ed il “già fatto” insomma - perdono progressivamente la capacità sia di cogliere tutte le dinamiche sociali che di garantire successo nello spazio della politica. In questi termini, prendendo a prestito il titolo di un celebre film dei fratelli Coen, questo “non è un Paese per vecchi”: abbiano essi ottanta piuttosto che vent’anni.
Per tutte queste ragioni pensiamo che la possibilità che Sinistra e Libertà - Ecologia divenga la base della rigenerazione della sinistra sia fortemente legata alla capacità di innovarsi, di sperimentare e di elaborare nuove teorie e pratiche di trasformazione della società. In questi termini per noi il governo è uno strumento e non un fine.
Oggi più che mai la sinistra è autonoma e credibile se è diversa. Ed è diversa e credibile non perché pretende di esserlo in nome di una presunta superiorità etica individuale dei suoi dirigenti, ma perché portatrice di valori di giustizia, libertà, legalità democratica, solidarietà ed uguaglianza che la guidano nell’analisi, nei comportamenti, nelle modalità di relazione.
Innovazione e partecipazione, correttezza e moralità nella gestione della cosa pubblica, capacità di risolvere i problemi concreti, di trasmettere speranza ed entusiasmo rappresentano nodi fondamentali, che vanno affrontati contestualmente alla costruzione dell’organizzazione.
La presunzione di verità, quella di chi pretende di conoscere la società senza alcuna capacità di ascolto, è per noi un male che è tempo di correggere e superare. E’ necessario «camminare domandando», costruire un nuovo vocabolario, nuovi linguaggi, nuovi codici, nuove armonie.
Perciò pensiamo che oggi valorizzare il meglio del pensiero di sinistra implichi innanzitutto il coraggio (per dirla con W.Shakespeare) di “rinnegare i padri e ricusare i casati”, di riporre nel cassetto le vecchie identità e di porsi innanzitutto come costruttori di una nuova generazione politica: quella di Sinistra e Libertà.
Per affrontare una tale complessità bisogna ci aiuta l’approccio di rete. Pensiamo a un’organizzazione poli-centrica basata sulla relazione fra persone: intelligenze, competenze, relazioni umane, sensibilità, tempi di vita. Una nuova etica individuo/società e una nuova organizzazione che abbandoni l’idea di “partito guida”, assumendo un approccio scientifico alla risoluzione dei problemi, prevedendo sempre la possibilità dell’errore e quindi della sua correzione, producendo una molteplicità di soluzioni, da sperimentare e verificare.
Ecco perché il territorio per noi è un elemento fondamentale sia della costruzione politica che del nuovo gruppo dirigente.
Vale quindi per la Questione sarda il ragionamento attorno alle specificità dell’Isola, alla sua storia di popolo all’interno del Mediterraneo, alla particolare forma meticcia che hanno assunto le sue popolazioni e la sua cultura, alle singolarità che ne hanno caratterizzato la Storia.
Specificità come valori di apertura al Pianeta e relazione fra le comunità, non di esclusione e chiusura. Crediamo sia necessario sprigionare le potenzialità inespresse di un modello di sviluppo del tutto alternativo, costruito nel territorio, centrato sui diritti sociali, civili e sull’ambiente inteso come risorsa strategica. Territori e luoghi che si fanno motore di cambiamento e di sviluppo di nuove idee e nuove pratiche. Produzione ambientale invece che consumo; costruzione di nuovi e maggiori diritti invece che compressione; accoglienza e mescolanza fra i popoli invece che respingimento e segregazione. Che sappia valorizzare la relazione fra lavoro, reddito, cultura, identità, lingua e biodiversità.
L’organizzazione della nuova sinistra deve poter cogliere e valorizzare questa ricchezza. Autonomia politica, organizzativa e progettuale, nell’ambito di un progetto nazionale comune. Autorganizzazione e espressività locale come un valore aggiunto di libertà.

La fase costitutiva di Sinistra e Libertà in Sardegna necessita da subito di una grande capacità di apertura. E pensiamo che l’assemblea costitutiva del 19 dicembre sia una grande occasione. Finalmente si sono rotti gli indugi. Finalmente si va verso un nuovo partito della sinistra.
Noi ci crediamo, perciò aderiamo a Sinistra e Libertà e saremo partecipi del suo processo costituente, assieme ai tanti e tante che credono che la nostra Terra, questo Paese e questo Continente abbiano diritto a una nuova grande Sinistra.

Primi firmatari

Francesco Agus (Studente, Cagliari); Luca Locci (Cgil Fp, Cagliari); Giuseppe Dessena (Nuoro); Luciano Uras (Cons. regionale, Cagliari); Eleonora Casula (Med. Culturale, Oristano); Marina Barranu (Funzionaria reg.le, Settimo – Ca); Aldo Borghesi (Insegnante, Sassari); Fabio Casu (Assessore com.le – Serramanna) Luigi Roselli (Insegnante, Cabras - Or); Carla Cherchi (Funzionaria reg.le, Iglesias); Marcello Cadeddu (Funzionario reg.le, Cagliari); Marco Murgia (Cagliari); Susanna Vidili (Samugheo); Michele Piras (Borore - Nu); Alessandro Vinci (Cons. provinciale, Arcidano - Or); Danilio Mancosu (Pres. Asampa, Settimo – Ca); Enrica Tangianu (Triei – Ogl); Paolo Serra (Funzionario reg.le, Ales - Or); Carlo Sechi (Cons. regionale, Alghero - Ss); Ferdinando Marcias (Uras); Ivan Puddu (Cons. provinciale, S.M.Navarrese - Ogl); Luca Pusceddu (Iglesias); Stefano Piras (Dip. com.le, Villacidro); Luigi Pambira (Giornalista, Capoterra); Anton Francesco Branca (Piccolo Imprenditore, Cagliari); Antonella Piredda (Assessora com.le, Borore – Nu); Maura Corda (Funzionaria reg.le, Cagliari); Ciro Auriemma (Cagliari); Luigi Faedda (Dipendente reg.le, Alghero -Ss); Massimo Zedda (Cons. regionale, Cagliari); Alessandra Ruzzu (Sassari); Paolo Zucca (Op. culturale, Cagliari); Franco Dore (Gavoi); Gian Luigi Serra (Ulassai – Ogl); Enrico Orrù (Ricercatore, Guspini – VS)

mercoledì 14 ottobre 2009

Sinistra e libertà: inchiesta e monitoraggio sull'edilizia scolastica

Meno di un anno fa, un cedimento strutturale in un istituto scolastico, a Rivoli, provocava la morte di un giovane studente diciassettenne ed il ferimento di altri giovani.
La scorsa settimana a Milis crollava il tetto dell’istituto delle scuole elementari, e, ieri mattina un cedimento strutturale è stato rilevato all’apertura della scuola elementare di via Solferino.
Questa è la sicurezza in cui in cui quotidianamente migliaia di giovani studiano e centinaia di insegnati e collaboratori, lavorano.
E’ di contro noto che la Regione Sarda aveva, per la triennalità 2006-2009, bilanciato svariati milioni di euro per opere di ristrutturazione, risanamento e messa in sicurezza dell’edilizia scolastica, ci chiediamo come mai, possano accadere simili cedimenti, e in tal caso come i nostri comuni abbiano speso tali fondi.
Il dato di fatto è che in via Solferino, 27 piccoli allievi di una classe prima sono salvi per “miracolo”, e 300 studenti sono in “vacanza forzata” fino a venerdì.
La scuola di via Solferino è un edificio realizzato 80 anni fa che è stato interessato di recente da lavori importanti di manutenzione e tinteggiatura.
Apprendiamo dalla stampa le dichiarazioni del D.S. dottor Enna, la visita ispettiva dei tecnici comunali, avvenuta come di rito prima dell’inizio dell’anno scolastico, non aveva rilevato nessun rischio, ma in realtà i vigili del fuoco dichiarano che diverse aule dell’edificio siano a rischio di cedimenti.
Sinistra e Libertà, si chiede come sia possibile una tale situazione,e soprattutto come sia potuta avvenire una simile leggerezza e superficialità.
Ci chiediamo dunque come essi siano stati spesi, ma continuiamo a sottolineare la gravità dell’episodio va rimarcata a chiare lettere, perché se il crollo fosse avvenuto di giorno a quest’ora probabilmente ci troveremmo dinnanzi ad un lutto cittadino.
Ben sappiamo quale sia la situazione dell’edilizia scolastica e se, sia nel caso di Milis che in quello di Oristano, non ci si è trovati dinnanzi ad avvenimenti ben più gravi essa è pura casualità. Su Oristano vengono da noi velatamente evidenziati disagi e disguidi probabilmente dovuti alla scarsa attenzione causata della situazione attuale dell’amministrazione comunale con il continuo cambio di deleghe: certo è che è fondamentale ed auspicabile che in entrambi i casi si faccia luce sulle responsabilità oggettive dei fatti accaduti.
Nel caso di Oristano sappiamo essere state depositate diverse interrogazioni sull’edilizia scolastica, come Sinistra e Libertà restiamo colpiti dal fatto che edifici anche storici, come quello di via Solferino possano essere cosi poco “curati”.
Diverse sono poi le segnalazioni che in queste ore, come parte politica abbiamo ricevuto, sullo stato delle strutture edilizie a carico comunale, chiaro è che le strutture oristanesi non godono di ottima salute e sarebbe necessaria un’indagine conoscitiva migliore.
Se, l’edilizia scolastica comunale non è dignitosa come è ampiamente dimostrato dai dati di fatto, sicuramente non può essere ritenuta buona neppure quella degli istituti superiori, notoriamente a carico dell’amministrazione provinciale, istituti inadeguati, spesso con gravi problemi strutturali e dove le norme minime di sicurezza sono quotidianamente violate.
Sinistra e Libertà oristanese, intende dunque portare avanti una piccola inchiesta di monitoraggio della situazione edilizia scolastica mettendo a disposizione il suo contatto email: sxlibertaor@gmail.com per studenti, docenti, collaboratori scolastici, insegnanti che vogliano segnalarci l’attuale situazione del loro istituto possibilmente fornendoci anche in via anonima materiale fotografico.
Se dal primo momento ci siamo schierati al fianco dei precari in lotta, per tutelare la pubblica istruzione, oggi è più che mai palese che non si può tutelare la pubblica istruzione senza passare dalla situazione reale di tutto ciò che concerne l’istruzione e quindi anche con l’analisi e la risoluzione della situazione strutturale degli edifici che ospitano studenti e lavoratori.

Oristano 14 ott 2009

Per il coordinamento SeL

eleonora casula


giovedì 1 ottobre 2009

CONSIGLIO PROVINCIALE SULLA SCUOLA!!!!!!!!


Venerdì 9 ottobre 2009
17.30 - 20.30
Palazzo della Provinci
Via Carboni
Oristano

Venerdì 9 ottobre alle ore 17.30 presso l'aula consiliare della Provincia in Via Carboni, si terrà un Consiglio Straordinario dedicato integralmente al problema del ridimensionamento della rete scolastica provinciale. E' fondamentale la partecipazione di tutti coloro che credono nel valore dell'Istruzione Pubblica. Vi aspettiamo!